Degustazione

CARLSBERG il birrificio e la birra di Copenaghen

entrata della Carlsberg

Trovarsi a Copenaghen non visitare lo storico birrificio Carlsberg è un eresia per un amante dell’enogastronomia, per questo ho deciso di fare un viaggio in questa storica azienda e capire come è avvenuto questo ” miracolo” del mondo della birra, che ha fatto divenire nel tempo la Carlsberg uno dei più grandi birrifici del mondo con una produzione di oltre 35.000.000.000 di bottiglie prodotte l’anno.

J.C. Jacobsen e suo figlio Carl

Nel lontano 1847 J.C.Jacobsen, dopo un viaggio in Germania, decise di metter su una produzione di birra in Danimarca, seguendo lo stile delle birre bavaresi che lo avevano tanto affascinato durante il suo viaggio i Germania ,  utilizzando le materie prime del paese dove era nato.
Il nome del birrificio CARLSBERG scaturisce dall’unione di due parole ,” Carl ” unico figlio di J.C. Jacobsen e da ” berg ” che in danese significa montagna ed è la piccola collina appena fuori da Copenaghen – a Valby Bakke – dove si iniziò la produzione della birra con stile bavarese e che tuttoggi è sede degli uffici e del museo della Carlsberg.
La birra prima dell’evento di Jacobsen , in Danimarca, era un liquido scuro e denso , con limitata conservazione ,tanto che tale inconveniente era chiamato la malattia della birra.
Fu con approccio scientifico che venne creato da Jacobsen il ” Carlsberg Laboratorium ” che nel 1883 , dopo anni di ricerca, sotto la guida del chimico Emil Christian Hansen venne sviluppato un lievito stabile , che ne permise la conservazione nel tempo e ad accelerare i tempi della trasformazione della materia prima in birra, il ” Saccharomyces carlsbergensis ” che fu messo a disposizione gratuita anche ai concorrenti ed ancor oggi usato per la produzione di birra Pilsner in tutto il mondo.
Fu questo l’anno della svolta di questo grande birrificio con una produzione che passò da 30.000.00 di bottiglie a 105.000.000 di bottiglie nel 1883.
Tuttavia questa grande scoperta fù anche motivo di grande disaccordo tra J.C. Jacobsen e suo figlio Carl , che sosteneva che non era corretto abbreviare i tempi di produzione della birra e per questo ,un anno prima della divulgazione della scoperta del ” lievito ”  nel 1882 , in opposizione al padre fonda la Ny Carlsberg ( nuova Carlsberg) e solo 19 anni dopo la morte del padre nel 1906 , vengono riunite le due birrerie Carlsberg.


gli elefanti della Carlsberg

Nel corso degli anni la Carlsberg ha utilizzato vari simboli che pettessero di identificarla nel mondo , alcuni scomparsi, alcuni ancora presenti, la corona danese simbolo dei regnanti e della nobilta della Danimarca, la doppia stella a 12 punte, due stelle a 12 punte inserite una dentro l’altra e primo simbolo utilizzato sin dal 1888, la svastica presente sulle bottiglie della Ny Carlsberg ed eliminata nel periodo 1940/45 affinché non si generassero disguidi con il simbolo del nazismo , l’elefante che ancor oggi troviamo su alcune bottiglie di birra e che rappresenta la forza dell’azienda .Simbolo che oggi troviamo all’entrata della vecchia fabbrica come coppia di elefanti in pietra che sorreggono un importante frase espressione di questa azienda : ” Lavorando per la Patria “.

i vari simboli della Carlsberg

 Da ultimo il logo che nel 1904 , l’architetto Thorvald Bindesboll ha creato e che da allora è divenuto il simbolo ufficiale del quarto birrificio più importante al mondo, la parola Carlsberg stessa( vedi figura).

logo creato da T. BINDESBOLL nel 1904

Tra il 1901 e il 1902 ci fu la trasformazione della fabbrica in industria con la costruzione della prima ciminiera , inizio di un nuovo modo di produrre che portò negli anni a seguire a un incremento esponenziale della produzione passando dalle 112.800.000 bottiglie del 1902 alle 342.600.000 bottiglie del 1936.
da questo momento fino alla fine della seconda guerra mondiale la crescita si fermò dovuta ad una stagnazione dei consumi  dovuti soprattutto ad una carenza della materia prima ( cereali) e da un notevole aumento dei prezzi .
Nel 1950 ricomincia la crescita , la produzione raddoppia a 622.500.000 bottiglie l’anno , poi nel 1960 giungono i primi contatti di collaborazione con l’altro grande birrificio la Tuborg e l’evento che consacrerà il nome Carlsberg a livello mondiale , le Olimpiadi di Roma.
Si giungerà al 1970 quando diverrà ufficiale il matrimonio tra Carlsberg e Tuborg che porterà ad una produzione complessiva di 3.373.800.000 bottiglie annue e da questo momento la crescita fu costante, con varie fusioni come quella avvenuta nel 1992 con la Tetray .
Negli anni 2000 il grande birrificio iniziola sua espansione ad Est del mondo con apertura di nuovi birrifici in Russia e in Cina e con l’acquisizione di birrifici storici come Angelo Poretti in Italia.
Tutto questo portò il gruppo a produrre oltre 35 miliardi di bottiglie l’anno nel 2008 e tutto si consolidò quando nel 2008 insieme ad un altro grosso gruppo di birra , la Heineken, viene acquistato il controllo del gruppo britannico Scottish & Newcastle ottenendo in questo modo il controllo di ” Baltic Beverages Holding ”  che è la maggior società russa nel settore del beverage e che oggi è totalmente della Carlsberg .
Oggi la Carlsberg fabbrica  anche accessori e abbigliamento e sponsorizza molte squadre sportive per divulgare il suo marchio nel mondo.



antico furgone Carlsberg

Parliamo ora di 2 nuove birre che ho avuto la possibilità di assaggiare in azienda e che difficilmente troveremo n commercio in Italia,
– la Jacobsen weeis una birra bionda in cui scopriamo note di miele, di radici, carciofo, melissa che le danno una nota gigestiva molto gradevole, molto lunga in bocca che lascia il desiderio di berne ancora.
– la Jabobsen dark una birra fatta su una delle ricette più antiche presenti negli archivi Carlsberg, icetta originale di J.C.Jacobsen del 1854, si è cercato di ricreare la stessa acqua usata in quel tempo con lìaggiunta di sali e minerali.
La materia prima principale è il ” Munchenmalt” tedesco con pavimento di malto proveniente dall’ Inghilterra , viene fatta fermentare a bassa tempratura, il sapore che ne scaturisce è di miele di castagno e caramello, con una nota amara che che risulta leggera e con note dolci ma con una lunga persistenza in bocca.
Una grande birra.

Daniele Moroni


jacobsen dark e weeis
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