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Bolgheri, dove l’essenza incontra l’eleganza: i vini dell’azienda Fornacelle

Silvia Menicagli

Qualche giorno fa abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Silvia Menicagli,  moglie di Stefano Billi,  titolare dell’azienda Fornacelle di Bolgheri, azienda agricola nata nel 1945. Dopo quattro generazioni di conduzione familiare oggi l’azienda si presenta con 15 ettari aziendali di cui 9 vitati e 2 ad oliveto ( il resto è seminativo)   e 50 mila bottiglie prodotte con la filosofia della bassa resa per pianta. I  vitigni allevati sono Vermentino, Semillon, Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc, e anche Fiano di cui diremo in seguito. Noi siamo rimasti colpiti, in misura diversa per ciascun vino , dalla semplicità con cui si coniugano nel calice freschezza e acidità per i bianchi e morbidezza ed eleganza per i rossi, questi ultimi con un tocco di potenza alcolica forse leggermente esuberante ma sempre con una caratteristica non comune da perseguire in quel territorio: la facilità di beva. Abbiamo assaggiato sei vini ed ecco il risultato secondo le nostre sensazioni:

Zizzolo B.-Fornacelle b.-Zizzolo R.-Guarda Boschi-Foglio 38

Bolgheri DOC Vermentino Zizzolo 2016 : al naso fiori bianchi erbette di campo, poi mela Golden, mandorla e susina gialla. Il finale è sapido e fruttato  ( alcool: 13°, prezzo: €11);

Fornacelle Bianco IGT  2016  -100% Semillon  con vinificazione in parte in acciaio ed in parte in barrique usate e poi permanenza sui lieviti  :  fiori gialli, pesca gialla,  acidità potente, sentori di fieno, mela renetta e finale di frutta secca e nespola  (alcool: 13,5°, prezzo: €14);

Bolgheri Rosso DOC Zizzolo 2015:  Merlot 60%  e Cabernet Sauvignon 40%:                                                        vinificazione in acciaio e barrique di secondo passaggio :  al naso profumi di macchia mediterranea, mora con note di corbezzolo e visciole in evidenza e note vegetali nel retro-olfatto,  risulta un po’ alcolico, più sapido che acido, con sentori minerali (in  particolare grafite) e finale di mora persistente   (alcool: 14°, prezzo: €14);

Bolgheri Rosso Superiore Guarda Boschi 2014:  40% Merlot, 30% Cabernet Sauvignon e 30% Cabernet Franc : 15 mesi in barrique sentori di Alloro, di chiodi di garofano, di spezia e macchia mediterranea, di pepe e prugna  elegante, con un tannino morbido accompagnato da una buona acidità e persistenza. Da apprezzare la grande bevibilità  (alcool: 14°, prezzo: €25);

Bolgheri Rosso Superiore Foglio 38 2013:  Cabernet  Franc 100%, il nome proviene dal foglio catastale del terreno dove viti di 22 anni hanno dimora. Con diciotto mesi in barrique e  5 mila bottiglie prodotte, è uno tra i primi Cabernet Franc della zona. I sentori vegetali in evidenza (peperone verde e foglia di pomodoro) sono poi stati sostituiti da note di  more rosse e corbezzolo, funghi e sottobosco con finale  speziato e gradevolmente affumicato. Un vino che ha progressivamente acquistato nel calice equilibrio, gradevolezza, consistenza e sontuosa eleganza  (alcool: 14°, prezzo: €35);

Infine un vino passito bianco da Fiano surmaturo Dedicato a Vincenzino. Si tratta di  un IGT in cui  sentori di smalto, uva passa, albicocca si accompagnano a freschezza e acidità  (alcool: 14°)

Un particolare elogio va al Ristorante Al Ceppo di Roma, scelto da Riccardo Gabriele che insieme al suo staff ha organizzato l’evento, per la qualità e la sapiente scelta dei piatti in abbinamento ai vini.

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