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A TAVOLA CON SALVATORE PALITTA PRESIDENTE DEL CONSORZIO PER LA TUTELA DEL FORMAGGIO PECORINO ROMANO DOP

“Metti una sera a cena”, indimenticabile film degli anni 60 di Giuseppe Patroni Griffi, si è riproposto (ovviamente a tinte meno forti e più all’insegna del buon gusto) durante il Premio Italia a Tavola svolto recentemente ad Artimino nella splendida cornice della villa Medicea “La Ferdinanda”.

Protagonisti il sottoscritto e il dott. Salvatore Palitta, Presidente appena rieletto del Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Romano DOP.

Fra le creazioni di numerosi Chef stellati (di cui vi abbiamo già parlato in precedente articolo: link), è nata casualmente questa bellissima intervista, quanto mai necessaria anche alla luce delle recenti tensioni vissute in Sardegna per le rivendicazioni dei pastori.

Proprio da questo punto vogliamo iniziare, tranquillizzando i lettori sulla situazione che sta rientrando nella normalità, facendo risplendere il sereno in una terra bellissima e spesso martoriata da scelte politiche poco lungimiranti. Il Consorzio purtroppo non può sostituirsi a decisioni e dinamiche di prezzi causa la mancanza di competenze specifiche delegate; può però mantenere con forza un solido appiglio Istituzionale a difesa dell’intera catena produttiva, che altrimenti non avrebbe alcuna voce in capitolo.

E di obiettivi strategici il dott. Palitta ha dimostrato di saperne realizzare nei primi tre anni del suo mandato, partendo anzitutto dalla tutela indispensabile del marchio nel mondo, contro le numerose contraffazioni, proseguendo con investimenti a catena per milioni di euro e promuovendo l’interesse per il prodotto in mercati difficili come America e Giappone.

Già, perché il Formaggio Pecorino Romano ha dovuto da sempre lottare contro competitor nazionali ed internazionali vantanti maggior risorse e secoli di esperienza sulle spalle, per ritagliarsi il giusto spazio di notorietà che merita.

Stiamo parlando pur sempre di Made in Italy, che ci fa riconoscere in ogni luogo ed in ogni momento; quella “italianità” del saper mangiare bene da tutti invidiata e che i Consorzi provano a diffondere ovunque in termini di cultura e sapori.

Oggi si contano quasi dodicimila aziende tra Sardegna e Lazio e circa 40 caseifici che lavorano il latte di pecora. Il 95% sono concentrati prevalentemente in Sardegna, causa l’emigrazione dal Lazio di molti pastori alla fine del diciannovesimo secolo. La motivazione è di quelle che fa sorridere, come tante nostre “vicissitudini”: i sindaci di molti paesini romani bandivano la produzione del formaggio per via di odori ritenuti non idonei per la popolazione. Che si sono persi verrebbe da dire!!!

Il presente in netta ripresa prepara il mercato ad un futuro più che roseo, con la modifica del Disciplinare di produzione e l’inserimento di 3 nuove tipologie:

  • EXTRA – a basso contenuto di sale
  • RISERVA – lunga stagionatura (anche oltre 36 mesi)
  • DI MONTAGNA – mappato e tracciato in ogni fase della lavorazione

Dunque non possiamo far altro che attendere, augurando nel frattempo al dott. Pallitta ed al Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Romano uno splendido avvenire e lasciando la parola (anzi le immagini) ad una ricetta gustosa come la gricia in forma di Pecorino Romano DOP.

Questo è il servizio al tavolo che stiamo sognando 🤩

Publiée par I LOVE ITALIAN FOOD sur Lundi 1 avril 2019

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