Degustazione

2012: l’anno ZERO per il nuovo Amarone

Il 30 e 31 Gennaio 2016, a Verona, presso il Palazzo della Gran Guardia, si è svolta l’Anteprima dell’Amarone 2012, organizzata dal Consorzio di Tutela Vini  Valpolicella che ha visto la presenza di circa 3000 persone tra operatori stampa e appassionati.

Penso di essere stato presente ad una svolta del mondo vinicolo del Veronese.

 

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Palazzo della Gran Guardia a Verona

L’Amarone, il vino che piace alle nuove generazioni, in particolar modo  alla donne moderna, non troppo tannico ma caldo, rotondo e potente  con una lieve nota dolce,  da oggi assume nuove sfaccettature e potrebbe essere apprezzato anche da quel consumatore che fino ad oggi lo ha poco considerato.

Rappresenta ancor di più il territorio, i luoghi, la cultura e gli uomini che lo hanno accettato e curato per farlo diventare il simbolo di una Regione, di una città  Verona, e di tutti coloro che vivono su queste splendide terre.

Esso è stato sempre comunicato in tutto il Mondo in modo generico, quando si parla di Amarone si identifica un territorio, la Valpolicella, con i suoi 7.600 ettari di vigneti, senza alcuna distinzione tra le singole zone geografiche.

Da oggi questo dovrà esser fatto in modo diverso. Forse siamo  prossimi ad una suddivisione più precisa in zone, come avviene  in altri territori vinicoli della nostra penisola . 

Il motivo di tutto ciò è legato al cambiamento climatico che si sta verificando in tutto il pianeta e i territori della Valpolicella non ne sono immuni.

Avremo un vino con caratteristiche sensoriali più specifiche, più sapido, più minerale, con un alcolicità spesso meno elevata  e un maggior legame con ogni singolo  territorio.

Le Primavere piovose, che anticipano il ciclo vegetativo delle piante, le Estati calde che  mettono a dura prova   i grappoli, l’Autunno sempre più mite, ci mostrano un cambiamento che avrà forti ripercussioni sul modo di gestire la vigna da parte del vignaiolo, sia dal punto di vista dell’approvvigionamento idrico della pianta, sia per il tipo di allevamento utilizzato, sia per l’altitudine dei terreni.

Iniziamo dal primo aspetto, il lavoro del vignaiolo in vigna,   dovrà lavorare in modo diverso dal passato per far arrivare il grappolo nelle migliori condizioni al momento della vendemmia, perché  sarà proprio in quel momento che si vedranno le differenze sulla realizzazione del vino. Le idee, l’esperienza e il saper sfruttare quello che si è fatto sino a quel momento  permetteranno di ottenere un grande vino o un  vino mediocre.

Tutto questo sempre in funzione dell’altro aspetto che determina il cambiamento, l’altitudine e l’ubicazione dei terreni,   perché il terroir oggi sarà ancora più evidente che in passato.

La latitudine e longitudine della vigna caratterizzeranno più che in passato ogni singolo vino, in quanto le piante saranno influenzate da pioggia e caldo in modo diverso,  in relazione a dove sono ubicate  con  diversi approvvigionamenti idrici per le piante stesse. 

Non avremo differenze solo tra vigneti in collina e vigneti nelle valli, ma anche tra vigneti in valli diverse, perché ogni valle avrà il suo microclima, che permetterà in modo più evidente  di influenzare gli aspetti meteorologici dell’annata.

Si avranno luoghi dove pioverà di più e luoghi dove il caldo sarà minore durante la giornata  e questo evidenzierà in modo  eclatante le caratteristiche di ogni singolo territorio.

Sarà compito del vignaiolo sopperire alla mancanza d’acqua, ognuno lo farà in modo diverso con le proprie idee e in relazione alle singole necessità della vigna.

Questo inciderà molto su ogni singolo vino, perché evidenzierà la filosofia di ogni singolo uomo, legata a tradizioni e alla voglia di sperimentare nuove idee.

VIGNETO PERGOLA

Vigneto a Pergola

L’ultimo aspetto che inciderà sulla produzione  è il tipo di allevamento utilizzato nella vigna. Ultimamente si era generata la tendenza a sostituire la tipica pergola veronese con il gujot , oggi in virtù di questo cambiamento climatico si suppone che tale tendenza verrà meno.

La pergola proprio per la sua caratteristica forma  dà una protezione maggiore al grappolo d’uva, proteggendolo dai raggi solari diretti e permettendo una non eccessiva disidratazione dell’acino, specialmente nel periodo di maggior calore della giornata.

La variabile legata al clima sta anche spingendo alla riscoperta di antiche varietà autoctone come l’Oseleta, Spigamanti, da utilizzare insieme a quelle tipiche, Corvina Rondinella e Corvinone, in quanto più capaci nell’adattarsi a questa nuova situazione .

Da ultimo la ricerca di una maggiore qualità  aspetto che non è mai mancato, se parliamo di Amarone, ma oggi ancor più necessario e spinto sempre più al limite.

Qualità che non dipende solo da una maggior selezione in vigna e da un quantitativo che può ridursi in annate difficili, ma dalla disponibilità per l’azienda di affinare i vini più di quello che attualmente viene fatto,  aspettando  più tempo prima di immetterlo in commercio.

A tal proposito il Consorzio ha cercato specifiche forme di finanziamento che permettano alle aziende che ne hanno bisogno di servirsene  in caso di bisogno,  perché una volta iniziato questo percorso esse  saranno in grado di sopperire da sole a questa nuova necessità.

Il tutto perché l’Amarone ha ancora tanto appeal nel panorama vinicolo mondiale, ben 6 bottiglie su 10 finiscono sui mercati esteri, in particolar modo in Germania, Svizzera, USA, Canada e Regno Unito.

Il suo successo, secondo i produttori, deriva sulla sua denominazione di origine  prima ancora che della notorietà del brand aziendale e dall’origine italiana.

A tal proposito occorrerà lavorare sempre di più per penetrare in quei paesi dove ancora si hanno difficoltà ad inserirsi e a tal proposito la Cina sarà il Paese dove concentrare gli sforzi futuri.

 

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i vini e gli Amaroni 2012 degustati

Parliamo ora della degustazione della nuova annata la 2012, iniziamo con il dire che  l’annata ha un alto grado di morbidezza con  tannini  non aggressivi, sentori di frutta matura e confettura, questo ne fa un vino potente ma elegante allo stesso tempo,

Troviamo i tipici profumi di spezie dolci, di mirto, di incenso e frutta matura,  ma durante l’assaggio sono quelle note sapide, iodate e minerali, che abbinate ad un tannino elegante e ad una potenza mai aggressiva, che permettono ad un buon numero di vini assaggiati, e spesso parliamo di campioni di botte, a far supporre che quest’annata avrà grandi potenzialità.

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sala degustazione

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un sommelier durante il servizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vi elenco alcuni dei vini che maggiormente mi hanno particolarmente  colpito durante la degustazione, che poteva essere fatta con le etichette visibili o alla cieca, io ho optato per la seconda soluzione
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Amarone 2012 – Tezza Viticoltori in Valpanera

Amarone 2012 – Tezza Viticoltori in Valpanera campione di botte, una bella visciola matura, note di caffé, un vino molto accattivante, tanta materia,con un tannino delicato e un lungo finale.

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Amarone classico 2012 – Vigneti di Ettore –

Amarone Classico 2012  – Vigneti di Ettore tamarindo, spezie, frutta rossa, caffe, macchia mediterranea, sapido minerale, un bel tannino che si integra con una nota alcolica non invasiva.

Amarone Classico 2012 – Aldegheri un naso complesso dove spicca eucalipto, mora e macchia mediterranea, note speziate e erbacee in bocca accompagnate da una bella sapidità

Amarone 2012 – Bennati –  al naso note verdi e spezie, in bocca sapido ed elegante

 

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Amarone 2012 – Zonin –

Amarone 2012 – Zonin – spezie dolci, frutta rossa, tanta materia, in bocca elegante sapido, minerale grande spinta e ricchezza

Amarone 2012 Rocca Sveva – Cantina di Soave – campione di botte, macchia mediterranea, mirto, tamarindo, spezie dolci, tannino piacevole, elegante, ricco con una bella nota amara finale

Amarone Classico 2012 – Santa Sofia  Mirto, spezie,  macchia mediterranea, all’assaggio un tannino potente con un finale minerale.

Amarone classico 2012 – Farina – incenso, mirto, frutta rossa, sapido, minerale, elegante con una nota speziata finale.

Daniele Moroni

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